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Problemi e perdita di memoria

Problemi e perdita di memoria

La memoria: cos’è

La memoria è, accanto all’intelligenza, una delle funzioni più complesse dell’attività umana e può essere definita come la capacità di trattenere e recuperare informazioni e esperienze che le persone vivono e affrontano lungo tutto l’arco della loro vita. Memorizzare è un processo articolato, inizia con la cattura dell’informazione-stimolo da parte degli organi di senso e richiede attenzione e concentrazione per un primo atto di “elaborazione” del “materiale” acquisito.

Perdita di memoria: le cause principali

La perdita di memoria è un problema che colpisce la maggior parte delle persone, in diversi modi e gradi. Che si tratti di una dimenticanza occasionale o di una perdita di memoria a breve termine, che interferisce con la vita quotidiana, esistono molte cause imputabili alla perdita di memoria. Ecco alcune delle più comuni:

Alcool, tabacco o droga. L'uso eccessivo di alcol è da tempo riconosciuto come causa di perdita di memoria. Il fumo danneggia la memoria riducendo la quantità di ossigeno che arriva al cervello. Gli studi hanno dimostrato che le persone che fumano hanno più difficoltà ad associare le facce ai nomi rispetto ai non fumatori. Le droghe illegali possono alterare le sostanze chimiche del cervello che possono rendere difficile ricordare.

Privazione del sonno. La quantità e la qualità del sonno sono importanti per la memoria. Avere difficoltà a prendere sonno o svegliarsi frequentemente nella notte può portare affaticamento, che a sua volta interferisce con la capacità di consolidare e recuperare le informazioni.

Depressione e stress. Essere depressi può rendere difficile prestare attenzione e concentrarsi, la qual cosa può influire sulla memoria. Lo stress e l'ansia possono anche influenzare il modo di concentrarsi. Quando si è tesi e la mente è sovra-stimolata o distratta e la capacità di ricordare può esserne influenzata. Anche lo stress causato da un trauma emotivo può portare alla perdita di memoria.

Carenza nutrizionale. Una buona nutrizione – che include proteine e grassi di alta qualità - è importante per una corretta funzione cerebrale. Le carenze di vitamina B1 e B12 possono influire in modo specifico sulla memoria.

Farmaci. Alcuni farmaci da prescrizione e da banco possono interferire con la memoria o causarne la perdita. Tra questi: antidepressivi, antistaminici, ansiolitici, rilassanti muscolari, tranquillanti, sonniferi e gli antidolorifici somministrati dopo un intervento chirurgico.

Ferita alla testa. Un colpo grave alla testa - ad esempio a causa di un incidente d’auto - può danneggiare il cervello e causare perdite di memoria a breve e a lungo termine. In questo caso, la memoria può migliorare gradualmente nel tempo.

Ictus. L’ictus si verifica quando il flusso di sangue al cervello viene arrestato a causa del blocco di un vaso sanguigno o della rottura di un vaso nel cervello. Gli ictus spesso causano perdita di memoria a breve termine. Una persona che ha avuto un ictus può avere ricordi vividi di eventi infantili ma non essere in grado di ricordare ciò che ha mangiato a pranzo.

Demenza. Con il termine di demenza si indica un insieme di sintomi, che si manifesta con un deterioramento progressivo delle funzioni cognitive (quali la memoria, il linguaggio, il ragionamento, la capacità di pianificare e organizzare) tali da compromettere le abituali attività della vita quotidiana e le relazioni sociali. La più comune e familiare è la malattia di Alzheimer. La malattia di Alzheimer è caratterizzata da una progressiva perdita di cellule cerebrali e da altre alterazioni nel cervello.

Altre cause. Altre possibili cause di perdita di memoria includono iper e ipotiroidismo e infezioni come l'AIDS, la tubercolosi e la sifilide che colpiscono il cervello.

Perdita di memoria, invecchiamento e demenza senile

È diffusa l’opinione che l’invecchiamento si accompagni inesorabilmente alla perdita di numerose funzioni sia fisiche che cognitive, come quella della memoria.

Col trascorrere degli anni udito, vista, memoria, intelligenza, agilità, equilibrio e così via subiscono un declino inevitabile. Il funzionamento della memoria rappresenta una delle maggiori preoccupazioni delle persone anziane e spesso si ritiene che una riduzione delle abilità della memoria e sia un evento inevitabile con l’età.

Contrariamente all’opinione diffusa, la demenza non costituisce una “conseguenza ineluttabile” dell’invecchiamento anche se è fortemente associata all’invecchiamento stesso; essa, a volte, rappresenta una condizione patologica determinata da “varie” malattie del cervello. Nel caso della demenza senile queste colpiscono più frequentemente le persone anziane, la cui numerosità rispetto alla popolazione generale è sensibilmente aumentata nell’ultimo decennio, rappresentando circa il 20% della popolazione stessa.

Tuttavia non si invecchia tutti allo stesso modo: non tutte le funzioni si modificano ugualmente e la tempistica dei cambiamenti è diversificata con notevoli differenze sia tra le persone sia per la stessa persona tra le diverse funzioni e abilità cognitive considerate.

Se da un lato con il processo di invecchiamento si riscontra una riduzione di velocità della “macchina cervello”, la macchina stessa rimane comunque in grado di svolgere le sue funzioni se vengono rispettati i suoi limiti.

Nell’anziano la riduzione di velocità di esecuzione delle operazioni rende necessario affrontare i compiti “uno alla volta”, in modo da non sovraccaricare il sistema e quindi ridurne l’efficienza.

Con l’età dunque si osservano perdite a carico di alcune abilità, possibilità di guadagno su altre e molte possibilità di compensazione e adattamento in merito ad altre ancora.

In genere, occorre sottolineare che un ambiente ricco e stimolante, una rete sociale e relazionale disponibile, un’attività fisica continuativa, un esercizio cognitivo duraturo insieme ad uno stile di vita adeguato possono sostenere un buon invecchiamento.

Infine, anche un’alimentazione corretta e bilanciata permette di apportare i nutrienti adatti e di ridurre l’assunzione di elementi che possono danneggiare le funzioni cognitive. Le considerazioni in merito alla possibilità di “invecchiare bene” portano a considerare meccanismi di prevenzione e protezione dal rischio di sviluppare deterioramento cognitivo. In primis, occorre non sottovalutare i disturbi anche lievi della memoria: l’efficacia della cura dipende in buona parte dalla tempestività con cui si interviene.

Perdita di memoria: rimedi e cure

Se si ritiene di dimenticare spesso le cose o se i problemi di memoria interferiscono con la vita quotidiana, è meglio fissare un appuntamento con il medico per determinare la causa e il miglior trattamento di questa condizione.

Nel valutare la perdita di memoria, il medico analizzerà la storia medica del paziente, eseguirà esami fisici - incluso un esame neurologico - e testerà la capacità mentale. A seconda dei risultati, un'ulteriore valutazione può includere esami del sangue e dell’urina, test per il sistema nervoso ed esami specifici al cervello, come una tomografia assiale computerizzata (TAC) o una risonanza magnetica per immagini (RMI).

Il trattamento per la perdita di memoria dipende dalla sua causa. In molti casi, la perdita può essere reversibile con il trattamento. Ad esempio, la perdita di memoria da farmaci può risolversi con un cambiamento del farmaco.

La cura della depressione può essere utile per la memoria quando la depressione è un fattore che ne causa la perdita. In alcuni casi - come ad esempio nell’ictus - la terapia può aiutare le persone a ricordare come eseguire determinate attività, ad esempio camminare o legarsi le scarpe. In altri casi, la memoria può migliorare nel tempo.

I trattamenti possono anche essere specifici per le condizioni relative alla perdita di memoria. Ad esempio, sono disponibili farmaci per trattare i problemi di memoria legati alla malattia di Alzheimer e farmaci per abbassare la pressione sanguigna che possono contribuire a ridurre il rischio di maggiori danni cerebrali provocati dalla demenza legata all’ipertensione.

Gli integratori per la memoria

Gli integratori alimentari possono essere utili contro la perdita di memoria causata da una carenza nutrizionale. Negli integratori per la memoria oltre ad estratti vegetali naturali si possono trovare micronutrienti particolari che aiutano la mente, la capacità di concentrazione e le funzioni cognitive.

Ad esempio, acido folico, vitamine B6 e B12 aiutano a ridurre la stanchezza e l’affaticamento, contribuendo al buon funzionamento del sistema nervoso e mentale. La loro carenza è stata associata sia al declino cognitivo che alla demenza.
Le vitamine del gruppo B inoltre sono dei cofattori per la formazione delle membrane neuronali e delle sinapsi. In particolare la vitamina B6 è anche coinvolta nella regolazione delle funzioni mentali e dell’umore.

Altri disturbi e problemi di memoria

Una persona sana può sperimentare la perdita di memoria o altre alterazioni della memoria a qualsiasi età. Alcuni di questi disturbi di memoria diventano più pronunciati con l'età, ma - a meno che non siano estremi e persistenti - non sono considerati indicatori di malattia di Alzheimer o di altri disturbi gravi della memoria.

Di seguito citiamo i più comuni e diffusi problemi di memoria:

  • Transitorietà. Indica la tendenza a dimenticare i fatti o gli eventi nel tempo. È molto probabile che si dimentichino le informazioni subito dopo averle apprese.
  • Distrazione. Questo tipo di dimenticanza si verifica quando non si presta abbastanza attenzione. Si dimentica dove si ha appena messo la penna perché non si era concentrati sul dove, quando la si è lasciata. Il cervello non codifica le informazioni in modo sicuro. Questo disturbo comporta anche il dimenticare di fare qualcosa in un tempo prestabilito, come prendere la medicina o recarsi ad un appuntamento.
  • Blocco di memoria. L’esempio più noto si ha quando la risposta ad un quesito si trova proprio sulla punta della lingua – “la sai ma non la ricordi”. È l'incapacità temporanea di recuperare la memoria. La ricerca mostra che le persone sono in grado di recuperare circa la metà dei ricordi bloccati entro un minuto.
  • Misattribuzione. Si verifica quando si ricorda qualcosa in modo accurato in parte, ma vi si attribuiscono erroneamente alcuni dettagli, come l'ora, il luogo o la persona coinvolta. Un altro tipo di attribuzione di errori si verifica quando si crede che un pensiero sia totalmente originale ma che in realtà è arrivato da qualcosa che è stata già letta o ascoltata, ma che si è dimenticata.
  • Suggestionabilità. È la vulnerabilità della memoria al potere della suggestione che porta la mente a pensare che fatti noti ma non sperimentati di un evento siano un vero ricordo.
  • Pregiudizio. Anche la memoria più nitida non è un'istantanea impeccabile della realtà. Nella memoria, le percezioni sono filtrate dai limiti personali - esperienze, credenze, conoscenze precedenti e perfino dallo stato d'animo al momento. I pregiudizi influenzano le percezioni e le esperienze quando vengono codificate nel cervello. E quando si recupera una memoria, lo stato d'animo e altri pregiudizi di quel momento possono influenzare le informazioni che si ricordano.
  • Persistenza. In alcuni casi le persone sono tormentate da ricordi che desiderano dimenticare, ma non possono. La persistenza di ricordi di eventi traumatici, sentimenti negativi e paure continue è un'altra forma di problema della memoria. Alcune di queste memorie riflettono accuratamente eventi terrificanti, mentre altre possono essere distorsioni negative della realtà. Le persone affette da depressione sono particolarmente inclini ad avere ricordi persistenti e inquietanti. Così come le persone che soffrono del disturbo da stress post-traumatico (PTSD).

 

I testi di questa pagina sono tratti dalle seguenti fonti:

WebMd.com

Dipartimento Salute - Regione Emilia Romagna

Health Harvard Education

 

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