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15apr

TRIGLICERIDI E SINDROME METABOLICA

Cosa sono i trigliceridi?

I trigliceridi sono lipidi costituiti da una molecola di glicerolo a cui si legano tre molecole di acidi grassi. Possono essere in stato oleoso (generalmente sono quelli contenuti nei vegetali) o solido (di origine animale).
I trigliceridi rappresentano sia negli animali che nei vegetali una importante fonte di riserva energetica. Nell’uomo si trovano quasi esclusivamente nel tessuto adiposo, accumulati all’interno di cellule chiamate adipociti e, oltre alla funzione di riserva energetica, fungono anche da“barriera protettiva” contro la dispersione del calore. I trigliceridi presenti a livello plasmatico (e trasportati dalle così dette VLDL, lipoproteine a bassissima densità) derivano dai grassi e dagli zuccheri semplici introdotti con la dieta e in piccola parte dall’attività di sintesi del fegato. Quelli che introduciamo in eccesso vengono accumulati nel tessuto adiposo.

Quando si parla di ipertrigliceridemia (trigliceridi alti)?

Si parla di ipertrigliceridemia quando i livelli di trigliceridi nel sangue sono superiori a 150 mg/dl. Il valore “ottimale” è considerato al di sotto dei 100 mg/dl. In genere livelli di trigliceridi superiori a 1000 mg/dl sono più tipici delle forme genetiche.

Controllare regolarmente la concentrazione plasmatica dei trigliceridi (basta un semplice esame del sangue), permette di identificare precocemente le iperlipidemie (ossia l’aumento di sostanze grasse nel sangue) e di valutare il rischio di malattie cardiovascolari; per valutare in modo più completo questo rischio oltre all’esame dei trigliceridi solitamente viene richiesto anche quello del colesterolo totale, HDL e LDL.

L’ipertrigliceridemia, se associata a colesterolo alto, ridotti livelli di colesterolo HDL (“colesterolo buono”), ipertensione arteriosa, insulino-resistenza (o diabete) e obesità, aumenta il rischio di sviluppare malattie dell’apparato circolatorio. Inoltre, è uno dei fattori che vengono presi in considerazione per valutare la così detta sindrome metabolica. Infine, l’ipertrigliceridemia può essere una delle cause delle pancreatiti acute, responsabile dell’1-4% dei casi. I livelli di trigliceridi che espongono a rischio di pancreatite acuta sono in genere superiori a 1000 mg/dl e valori superiori a 2000 mg/dl devono essere considerati e trattati come un’urgenza medica. Alcuni farmaci quali gli estrogeni, la pillola anticoncezionale, i beta-bloccanti e alcuni antipsicotici possono alterare i nostri livelli di trigliceridi.

Che differenza c’è tra trigliceridi e colesterolo?

Il colesterolo circolante è per la maggior parte prodotto dal nostro organismo mentre i trigliceridi in eccesso riflettono molto di più le nostre cattive abitudini alimentari. Trigliceridi alti sono spesso associati al sovrappeso e all’obesità in quanto come detto sopra si accumulano nel tessuto adiposo, mentre il colesterolo in eccesso si accumula a livello dei nostri vasi irrigidendoli e, nei casi più gravi, ostruendoli.

Quali alimenti è meglio evitare in caso di trigliceridi alti?

Gli alimenti contenenti zuccheri semplici non sono una fonte diretta di trigliceridi ma rappresentano i loro precursori; quelli che introduciamo in eccesso e che non riusciamo a “bruciare” velocemente vengono trasformati in questi grassi.
Quindi è bene evitare:

  • bevande zuccherate come coca cola, thè freddo e succhi di frutta
  • alcolici e soprattutto i cosiddetti super-alcolici
  • dolci come torte, biscotti, pasticcini, caramelle ma anche marmellate, miele, frutta sciroppata o candita
  • grassi animali quali burro, panna, latte intero (meglio quello parzialmente scremato), lardo o in generale i salumi e le carni troppo grasse
  • frattaglie: fegato, cervello, reni, rognone, cuore
  • salse, soprattutto quelle a base di maionese per condire i cibi
  • sì alla frutta purché in quantità adeguata visto che anch’essa è ricca di zuccheri; evitare quella più zuccherina come uva, banane, cachi, fichi.

Quali alimenti hanno un basso contenuto di trigliceridi o zuccheri?

  • Scegliere i cibi ricchi di fibre.
  • Prediligere i grassi insaturi (oli) a quelli insaturi (margarina e burro) e in generale cucinare quando possibile alimenti che non necessitano grassi aggiunti per la cottura, oppure utilizzare i seguenti metodi di preparazione: vapore, microonde, piastra, pentola a pressione.
  • Pesce ricco di omega 3 come il pesce azzurro (sardine, alici, sgombro, aringhe) o il salmone.
  • Carni rosse magre, ma prediligere le carni bianche.
  • Verdura senza limiti, sia cotta che cruda.
  • Pasta, pane riso, orzo etc. senza esagerare e soprattutto prediligere quelli integrali.
  • Latte e yogurt parzialmente scremati, formaggi freschi a basso contenuto di grassi.
  • Acqua, tisane e thè senza zuccherarli.

Fate sempre attenzione alle etichette dei cibi che comprate, leggetele! Spesso ci limitiamo a leggere che un prodotto è “senza zucchero” per pensare che sia dietetico ma in realtà potrebbe contenere un alto tasso di grassi ed essere quindi ipercalorico.

Quale stile di vita adottare in caso di ipertrigliceridemia?

Oltre ad una dieta corretta è necessario abbinare uno stile di vita sano a partire dall’attività fisica aerobica regolare (bicicletta, nuoto corsa e le varie tipologie di ginnastica aerobica) e che ci permetta anche di eliminare il grasso viscerale (il fastidioso e antiestetico grasso che si deposita sul giro vita) uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare e della sindrome metabolica. Fare più attività anche durante la giornata, ad esempio andando al lavoro in bicicletta o a piedi (se possibile) e facendo le scale invece di prendere l’ascensore. Evitate il fumo che, come si sa, è considerato uno dei fattori di rischio per patologie cardiovascolari.

Che correlazione esiste tra trigliceridi alti e sindrome metabolica?

La sindrome metabolica è una complessa condizione patologica che aumenta il rischio di diabete di tipo 2 e di patologie cardiovascolari su base aterosclerotica. Nell’adulto è caratterizzata dalla presenza di 3 o più dei seguenti fattori:

  1. Circonferenza vita/eccesso di grasso addominale: >102 cm uomo o >88 cm donna
  2. Ipertensione: pressione sistolica: ≥ 130 mmHg e diastolica ≥ 85 mmHg
  3. Bassi livelli di colesterolo Hdl (lipoproteine ad alta densità): <40 mg/dl uomo o 50 mg/dl donna 4.
  4. Ipertrigliceridemia: >150 mg/dl
  5. Alta glicemia a digiuno: >100 mg/dl