X
GO
06mar

FITNESS E COLESTEROLO

Si sente tanto parlare di fitness ma cosa significa questa parola?

Nella terminologia medico-sportiva si indica con il termine inglese fitness, "forma, buona salute", il complesso di condizioni fisiche e psicologiche che consentono a un individuo di manifestare al meglio le sue attitudini e possibilità. In italiano il concetto potrebbe essere espresso con il termine 'efficienza', che tuttavia non ne rende in pieno la complessità di implicazioni. L'espressione 'fitness collegata alla salute' (health-related fitness) è usata in riferimento alle componenti fisiche e fisiologiche della fitness che sono più direttamente in rapporto con lo stato di salute. (dizionario Treccani).

Nel linguaggio comune questo termine viene utilizzato per indicare tutta una serie di attività fisiche che solitamente vengono svolte in palestra sotto la guida di un personal trainer. Ma se consideriamo questa parola nel suo più ampio significato possiamo dire che “fare fitness” significa fare dell’attività fisica in tantissime forme, l’importante è che ci consenta di mantenere il nostro corpo in buona salute.

È ormai assodato che anche solo pochi minuti al giorno (bastano 30 minuti!) di attività fisica fatta con costanza porti benefici a tutti i livelli e a tutte le età. Il fitness fa bene non solo a chi è in sovrappeso e vuole mettersi in forma o solo a chi ambisce ad avere un fisico perfetto, ma fa bene a tutti, anche ai magri e agli anziani.

Il fitness è inoltre strettamente legato alla salute in termini di benessere fisiologico e ci consente di ridurre il rischio per lo sviluppo prematuro di malattie, soprattutto quelle cardiovascolari e associate ad uno stile di vita sedentario.

Colesterolo buono e colesterolo cattivo

L’attività aerobica regolare come camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare consente di aumentare i livelli di colesterolo buono, l’HDL, correlato secondo gli studi, alla perdita di peso che si ha in seguito all’attività fisica.

Come si sa è importante mantenere alto il colesterolo HDL (non inferiore a 50 mg/dl) e ridurre quello cattivo, l’LDL (inferiore a 150 mg/dl), seguendo una dieta sana ossia limitando l’assunzione di cibi ricchi in colesterolo e trigliceridi (carni rosse, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo, fegato). 

Infine, il livello di colesterolo totale desiderabile deve essere inferiore ai 200 mg/dl, valore sopra il quale si inizia a parlare di ipercolesterolemia.

Ricordiamoci che l’ipercolesterolemia, considerata uno dei fattori di rischio cardiovascolare, è una patologia silente, che non da sintomi, quindi è buona prassi effettuare con regolarità gli esami del sangue.

Solo il fitness non basta: cosa SI e cosa NO in caso di ipercolesterolemia?

Sì all’attività fisica anche se solo lieve e moderata; si alla dieta sana povera di grassi saturi e ricca di frutta e verdura (4-5 porzioni al giorno) che notoriamente contengono sostanze antiossidanti e fibre; sì al pesce ricco di grassi polinsaturi (omega3); sì alla carne bianca, riducendo il consumo di quella rossa; sì a pasta, pane e riso, prediligendo quelli integrali.

Ridurre al minimo il consumo di burro, panna, latte intero, formaggi, insaccati che contengono grassi saturi; eliminare i fritti (che contengono acidi grassi trans), ridurre il consumo di zuccheri semplici (dolci, brioches, zucchero, succhi di frutta, bibite gasate) e ridurre il consumo di alcolici.

Preferire la cottura dei cibi senza o con limitata aggiunta di grassi (al vapore, alla piastra, alla griglia), utilizzare come condimento l’olio d’oliva e le spezie evitando le salse da condimento come maionese e ketchup.