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16nov

DEMENZA SENILE: PRIORITÀ PER LA SALUTE PUBBLICA

La demenza senile è una patologia in costante crescita nella popolazione generale; sul sito del Ministero della Salute vengono riportati dati epidemiologici davvero allarmanti.

Secondo il Rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e di Alzheimer Disease International la demenza sta diventando una priorità mondiale per la salute pubblica: "nel 2010 35,6 milioni di persone risultavano affette da demenza con una stima di aumento del doppio nel 2030, del triplo nel 2050, con 7,7 milioni di nuovi casi all'anno (1 ogni 4 secondi) e con una sopravvivenza media, dopo la diagnosi, di 4-8-anni. La stima dei costi è di 604 miliardi di dollari all'anno con un incremento progressivo e una continua sfida per i sistemi sanitari. Tutti i Paesi devono includere le demenze nei loro programmi di salute pubblica. A livello internazionale, nazionale regionale e locale sono necessari programmi e coordinamento su più livelli e tra tutte le parti interessate." (Fonte: Ministero della Salute)

Se da un lato aumenteranno i costi della sanità pubblica, farmaci e gestione integrata per la continuità assistenziale sul territorio, dall’altro aumenteranno anche quelli in capo alle famiglie che si dovranno occupare sempre di più dei loro cari.

I costi a carico delle famiglie non saranno solo quelli monetizzabili (necessità di lasciare il lavoro per occuparsi dell’ammalato o necessità di assumere una persona che se ne occupi), occorrerà ragionare anche in termini di tempo che dovrà essere dedicato a queste persone e all’effetto sociale e psicologico che ricadrà inevitabilmente su tutti i componenti della famiglia.

La demenza senile infatti comporta l’alterazione progressiva di alcune funzioni cerebrali che riducono progressivamente l’autonomia dell’anziano fino a diventare talmente invalidanti che la persona non è più in grado di vivere da sola.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA DEMENZA SENILE?

Si comincia con un lento declino cognitivo (legato all’invecchiamento cerebrale) per arrivare ad uno stato più grave che comporta perdita della memoria, difficoltà nel ragionamento e nel linguaggio, perdita dell’orientamento, alterazioni della personalità e del comportamento.

Una particolare forma di demenza senile molto grave è quella di Alzheimer con un’incidenza del 60% rispetto alle altre forme e che colpisce prevalentemente il sesso femminile. La sua prevalenza nei paesi industrializzati è circa dell’8% negli ultrasessantacinquenni e sale ad oltre il 20% dopo gli ottanta anni.

ESISTONO CURE PER LA DEMENZA SENILE?

Purtroppo, a tutt’oggi non esistono cure specifiche e risolutive per queste malattie degenerative, i farmaci disponibili possono solo rallentare il processo e attenuare alcuni sintomi.

L’unica via sembra essere la prevenzione per cercare di rallentare il più possibile quelle che sono le prime fasi del declino cognitivo, evitando che sfoci poi in una forma di demenza, mantenendo il più possibile il nostro cervello giovane e “in forma”.

Anche il nostro cervello può essere allenato, non solo i nostri muscoli: mantenere un ruolo attivo nella famiglia e nella comunità anche quando si è “in pensione”, seguire corsi, coltivare i propri hobby, leggere, fare test che aumentano le capacità mnemoniche, frequentare mostre, cinema e teatri, vivere relazioni sociali intense e gratificanti e viaggiare sono tutti esempi di “esercizi” utilissimi per mantenere giovane il nostro cervello.

E come il fisico anche il cervello va correttamente nutrito con alimenti sani, ricchi di vitamine e minerali (frutta e verdura), omega 3 (pesce azzurro), oli vegetali, frutta secca e cereali integrali.

GLI INTEGRATORI HANNO EFFETTI BENEFICI ANCHE PER GLI ANZIANI?

Dove la dieta non basta (ricordiamoci che più invecchiamo e più il nostro intestino fatica ad assorbire le sostanze nutritive presenti nei cibi) anche negli anziani sono consigliati gli integratori alimentari, sia quelli multivitaminici che multiminerali. Via libera anche agli integratori antiossidanti, neuroprotettivi, antidepressivi e che agiscono sugli stati emozionali come ad esempio quelli a base di bacopa, il ginko biloba, zafferano, teanina, colina e omega 3. È stato scientificamente provato in molti studi che queste sostanze sono efficaci nel rallentare i processi di invecchiamento e di declino del sistema nervoso centrale.