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20apr

DEMENZA SENILE E INVECCHIAMENTO CEREBRALE

«Senectus ipsa est morbus» “la vecchiaia è per sé stessa una malattia”, diceva Terenzio Afro già nel 160 a. C. riferendosi ai malanni fisici e alle privazioni che di solito si accompagnano alla senescenza.

Il declino fisico del nostro corpo riguarda purtroppo anche il nostro cervello. Parliamo di processi di declino cognitivo legati all’età quando si inizia a fare un po' di fatica a concentrarsi, a ricordare gli impegni e gli appuntamenti o a imparare nuovi concetti in altre parole ci si sente mentalmente meno reattivi.

Quando però le difficoltà di memoria iniziano a creare problemi nella vita quotidiana, impedendo di eseguire serenamente le proprie attività abituali potrebbe trattarsi di un disturbo neurocognitivo lieve, una forma di deficit della memoria e dell'apprendimento di per sé non particolarmente grave, ma che merita una valutazione e un trattamento precoce perché può aumentare le probabilità, invecchiando, di sviluppare una demenza o, addirittura, sfociare nella malattia di Alzheimer

QUALI SONO I SINTOMI DELLA DEMENZA SENILE?

Con il termine demenza senile si indica una sindrome cioè un insieme di sintomi, che comportano l’alterazione progressiva di alcune funzioni cerebrali: la perdita della memoria, le difficoltà nel ragionamento e nel linguaggio, la perdita della capacità di orientarsi, fino ad alterazioni della personalità e del comportamento. 

ESISTONO CURE PER LA DEMENZA SENILE?

Gli ultimi studi scientifici ci dicono che, contrariamente a quanto sempre pensato, alcuni neuroni continuano a rigenerarsi fino ai 79 anni; sono quelli dell’ippocampo l’area cerebrale cruciale per l’apprendimento e la memoria! (Dott.ssa Maura Boldrini, docente di neurobiologia alla Columbia University, autrice di uno studio sulla rivista scientifica “Cell Stem Cell” dal titolo “Human Hippocampal Neurogenesis Persists throughout Aging” “la neurogenesi nell’ippocampo umano persiste durante l’invecchiamento”).

Anche se non esistono cure specifiche per la demenza senile possiamo cercare di rallentare il più possibile il declino cognitivo affinchè non sfoci in vera e propria demenza.

È quindi importantissimo fare esercizi sia fisici che mentali per “allenare” il cervello e in particolare l’ippocampo, sottoponendolo a continui stimoli:

  • leggere
  • fare i test che aumentano le capacità mnemoniche reperibili facilmente anche su internet
  • fare le parole crociate
  • giocare a carte
  • seguire corsi di qualunque tipo
  • frequentare mostre
  • cinema e teatri
  • usare dispositivi tecnologici
  • diventare “social”
  • vivere relazioni sociali intense e gratificanti mantenendo un ruolo attivo in famiglia e nella comunità dedicandosi ad attività di volontariato
  • organizzando feste e viaggi di gruppo.

Non scordiamoci mai che anche il nostro cervello consuma il 20% dell’energia totale spesa dal nostro corpo e quindi va adeguatamente “nutrito” con cibi sani quali:

  • frutta e verdura ricche di vitamine e minerali
  • pesce azzurro ricco in omega 3
  • cereali integrali
  • oli vegetali e frutta secca

riducendo invece i cibi grassi e ricchi di zuccheri raffinati; ridurre (o meglio, eliminare) il consumo di alcolici, caffè e sigarette.

Altri due aspetti particolarmente importanti da considerare e da tenere sotto controllo sono i sintomi depressivi ed i disturbi del sonno che possono non soltanto determinare un serio decadimento della qualità di vita, ma anche promuovere un più rapido peggioramento cognitivo e della funzionalità globale.

Studi recenti indicano infatti che chi soffre cronicamente di depressione anche grave è a maggior rischio di demenza.
Inoltre, gli anziani hanno bisogno di un numero maggiore di ore di riposo in quanto hanno meno energia e faticano maggiormente a recuperarla.

CI SONO IN COMMERCIO INTEGRATORI SPECIFICI PER GLI ANZIANI?

Si, fortunatamente lo studio di integratori alimentari o nutraceutici proprio per la popolazione anziana è in grande sviluppo. Oltre ai multivitaminici e multiminerali possiamo trovare integratori a base di sostanze antiossidanti, neuroprotettive, antidepressive e che agiscono sugli stati emozionali come ad esempio la bacopa, il Ginko biloba, lo zafferano, la teanina, la colina e gli omega 3. Queste sostanze sono risultate efficaci nel rallentare i processi di invecchiamento e di declino del sistema nervoso centrale.