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26mar

CARENZA DI ACIDO FOLICO O FOLATI?

ACIDO FOLICO E FOLATI, FACCIAMO CHIAREZZA

Spesso nelle nostre ricerche su internet ma anche nei libri o in documenti ufficiali che trattano l’importanza della supplementazione di questa vitamina troviamo l’utilizzo delle parole “acido folico” e “folato” con la stessa accezione.
In realtà chimicamente l’acido folico e il folato sono due molecole ben distinte e anche a livello fisiologico vengono metabolizzate in modo differente dal nostro organismo.

Il termine folato si riferisce alla vitamina B9 nella sua forma naturale ossia quella presente negli alimenti; ne sono ricchi le verdure a foglia verde (es: spinaci, broccoli, asparagi, carciofi, bietole, lattuga, indivia), i legumi (es: fagioli, piselli) e la frutta come arance, fragole, kiwi e frutta secca.

Il folato stesso in natura è presente in forme chimiche diverse tra le quali ad esempio anche il 5-metiltetraidrofolato, l’unico ad oggi riproducibile anche per via sintetica e presente solo in alcuni integratori alimentari.

L’acido folico, noto anche come acido pteroilglutammico, non è invece presente in natura ed è la molecola di sintesi maggiormente presente nei formulati vitaminici e aggiunta negli alimenti cosiddetti fortificati.

Il metiltetraidrofolato però, rispetto all’acido folico, essendo la forma naturalmente presente negli alimenti, viene assorbito più velocemente dal nostro organismo ed è immediatamente biodisponibile.

PERCHÉ UNA DIETA RICCA DI FOLATI È COSI IMPORTANTE?

Il folato è una vitamina essenziale per il corretto svolgimento di diverse reazioni biochimiche e funzioni dell’organismo, come la sintesi e la metilazione del DNA, la sintesi proteica, per la formazione dei globuli rossi, per la regolazione del metabolismo dell’omocisteina e per la formazione dei tessuti embrionali, in particolare quelli del che andranno a formare il sistema nervoso del bambino. 

ANCHE IL MINISTERO DELLA SALUTE RACCOMANDA L’ASSUNZIONE DI ACIDO FOLICO IN GRAVIDANZA

Negli ultimi decenni, l’assunzione di folati nel periodo periconcezionale (3 mesi prima e almeno 3 mesi dopo il concepimento) è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite, in  particolare i difetti del tubo neurale.
Nella sezione dedicata alla gravidanza sul sito del Ministero della Salute si possono trovare numerosi articoli che indicano come la carenza di acido folico sia assolutamente da prevenire con l’integrazione di almeno 400 microgrammi di folati al giorno.

È possibile anche scaricare l’interessante opuscolo “Acido folico, un concentrato di protezione per il figlio che verrà” a cura del Centro di malattie rare (CNMR) di Roma.

COSA COMPORTA LA CARENZA DI FOLATI

La carenza di acido folico/folati si manifesta lentamente e può interessare tutte le fasce d’età. Il fattore principale è l’apporto inadeguato con l’alimentazione ma anche il malassorbimento, l’assunzione cronica di alcolici, il tabagismo, l’assunzione di alcuni farmaci o la presenza di alcuni polimorfismi genetici (MTHFR C677T, A1298C E G1793A).

L’assunzione giornaliera raccomandata per la popolazione italiana è di 200 microgrammi al giorno (LARN).

I sintomi più comuni di carenza di acido folico/folati sono l'anemia come manifestazione clinica primaria, i disturbi del sonno e la difficoltà di concentrazione. Possono essere presenti pure manifestazioni gastrointestinali quali la glossite atrofica (atrofia della mucosa della lingua con scomparsa delle papille, spesso presente nell'anemia perniciosa) e malassorbimento dovute ad una difettosa sintesi del DNA che si manifesta soprattutto nei tessuti caratterizzati ad un elevato ritmo di moltiplicazione cellulare come quelli del sangue e dell’intestino.

La carenza di folati può portare anche a iperomocisteinemia o omocisteina alta un fattore di rischio per le malattie cardio-cerebrovascolari ed è stata associata anche a declino cognitivo, alcune forme di demenza e all’osteoporosi.