Patologie

Stipsi

women holding her hands in circle shape in front of her stomachChe cos’è?

La stipsi o più comunemente stitichezza, consiste nell’avere difficoltà a evacuare le feci. Si tratta di un disturbo molto frequente e diffuso, che raramente è il sintomo di una malattia organica.
Per molte persone la stitichezza è un problema molto sentito ma occorre ricordare che il “non andare di corpo” ogni giorno non significa necessariamente stitichezza. Una persona può sentire la necessità di defecare anche due o tre volte al giorno, un’altra solo una volta ogni due o tre giorni. Soffrire di stitichezza significa invece non avvertire lo stimolo spontaneo della defecazione o essere costretti a fare grandi sforzi per defecare o evacuare feci dure a varie riprese. Inoltre solitamente la stitichezza si manifesta con dolore durante l’evacuazione, perdita di appetito, difficoltà digestive. Se prolungata, può favorire anche la formazione di emorroidi.

Come trattare la stipsi

L’alimentazione

Una corretta alimentazione è il primo passo per combattere la stitichezza. Seguire una dieta ricca di fibre, verdura, frutta e cereali, rappresenta il trattamento più semplice, fisiologico ed economico. Un opportuno apporto di fibre si aggira intorno ai 30 g/die. L’ integrazione di fibre idrosolubili (come ad esempio la fibra di psyllium, di guar e di acacia) ossia quelle che si gonfiano con l’acqua favorendo la formazione di una massa fecale idratata, voluminosa e soffice che stimola la peristalsi e favorisce l’evacuazione, è consigliato come supporto alla dieta. Anche l’apporto di liquidi (circa 2 litri al giorno) è fondamentale in quanto favoriscono la formazione di feci morbide.
Il miglioramento della sintomatologia con una dieta può rendere non necessarie ulteriori valutazioni e trattamenti e ciò avviene spesso in pazienti con forme lievi di stipsi. Solo dopo il fallimento di questo si potrà pensare all’uso di lassativi. L’uso cronico di lassativi è sconsigliato in quanto instaurano dipendenza.

Alcuni consigli per una corretta alimentazione

Alimenti consentiti

  • pane, crackers riso e pasta integrali
  • passati e minestroni di verdure
  • verdure cotte, carote, fagiolini, zucchine, carciofi, spinaci, cavoli, rape legumi freschi in genere (tranne fagioli e lenticchie)
  • frutta fresca come pere, uva, pesche, ciliege, prugne, fichi, kiwi (se non si soffre di diverticolite), ottima anche la frutta cotta
  • yogurt, marmellata, miele
  • non ci sono limitazione per carne (evitando però gli insaccati), pesce e uova
  • grassi vegetali, burro fresco
  • bere circa 2 litri di acqua meglio se fuori pasto

Alimenti sconsigliati o da assumere con moderazione

  • pane bianco, mollica
  • riso e pasta non integrali
  • fagioli e lenticchie
  • abusi di carne, pesce, uova e fritti
  • insaccati
  • intingoli e spezie
  • formaggi piccanti
  • frutta quale nespole, mirtilli e limone
  • cacao, cioccolato, gelati, caffè, tè, vini rossi, alcolici

L’attività fisica

È stato dimostrato che i soggetti che praticano attività fisica vanno di corpo più spesso di quelli sedentari. L’attività fisica di media intensità come camminare circa un’ora al giorno o praticare regolarmente sport per 30 minuti (nuoto, bicicletta, corsa, ecc.), contribuiscono a mantenere un buon tono della muscolatura intestinale e favorire i movimenti intestinali.

Il cambiamento delle abitudini

È molto importante “ascoltare” il proprio corpo e dedicare ogni giorno 15-20 minuti alla defecazione quando si è più rilassati. Defecare quando se ne senta il bisogno e creare una nuova regolarità (ogni giorno alla stessa ora) aiuta a regolarizzare le funzioni intestinali. Un utile consiglio è quello di consumare i pasti senza fretta e soprattutto a intervalli regolari. Anche l’aspetto psicologico può influire sul problema stitichezza: stress, fretta, ansia, stimoli emozionali, paura ed aggressività repressa sono in grado di alterare la motilità gastrica ed intestinale.

Stipsi in gravidanza

Durante il periodo della gravidanza molte funzioni organiche vengono alterate o modificate per l’adattamento del corpo della donna. La donna in gravidanza soffre di stipsi sia per l’aumento del fabbisogno idrico che per l’eventuale vomito, per la compressione e la dislocazione del colon da parte dell’utero ingrandito. La stipsi, inoltre, è concausa di un’altra patologia che si manifesta a carico del plesso venoso emorroidario ossia con prolasso delle emorroidi e le ragadi. Tali complicanze hanno spesso come momento scatenante o favorente l’aumento dello sforzo evacuativo richiesto nelle condizioni di stipsi. Durante la gravidanza si può incorrere ad una alterazione della flora batterica intestinale che, per il rallentato transito intestinale e per il ristagno delle feci nell’ampolla rettale, spesso è causa di infezioni intestinali ma ancor più di infezioni delle vie urinarie e genitali.
Curare o meglio prevenire l’insorgenza della stipsi con i consigli sopra citati, significa migliorare di molto la qualità della vita della futura mamma evitando malattie che possono influenzare negativamente non solo la gestazione ma anche la vita stessa della donna anche dopo la gravidanza. Bisogna inoltre tenere conto che in gravidanza è meglio evitare lassativi preferendo l’utilizzo di fibra alimentare (preferibilmente quelle solubili ad elevata viscosità) associata ad un elevato apporto idrico.
Quando tutti questi rimedi non si dimostrano efficaci nel trattamento della stipsi è importante consultare il proprio medico e secondo sua indicazione ricorrere all’uso di lassativi che non devono essere però mai essere assunti con regolarità o per periodi prolungati, perché in grado di causare assuefazione.

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