Patologie

Patologie della gravidanza

screen_patologieAlcune delle patologie che si possono manifestare sia nella donna in gravidanza che nel futuro nascituro, possono essere legate a carenze nutrizionali nel periodo pre-concezionale e durante la gravidanza stessa.
Per questo è importante seguire uno stile di vita sano dal quale sia la mamma che il bambino possono trarre vantaggio. In particolare un’adeguata alimentazione rappresenta un buon punto di partenza per una tranquilla gravidanza; la dieta è infatti uno dei fattori ambientali che possono significativamente influenzare la salute materna e lo sviluppo del futuro bambino sia durante il periodo pre-concezionale (quando ancora si pensa alla possibilità di avere un bambino) che durante la gravidanza stessa.

Il periodo pre-concezionale è parte di quel periodo più ampio che viene definito peri-concezionale e che comprende in sequenza: la fase pre-concezionale, il concepimento, l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero materno, la placentazione (formazione della placenta e degli annessi che contribuiranno alla corretta nutrizione fetale) e l’embriogenesi (processo di formazione sviluppo dell’embrione). Questo periodo, seppur breve rispetto alla durata della gravidanza stessa, è fondamentale per il successivo corretto sviluppo del feto.

La carenza di alcuni micronutrienti, vitamine e minerali, può portare allo sviluppo delle seguenti patologie.

I difetti del tubo neurale: spina bifida e anencefalia

Spina bifida

La spina bifida è una malformazione congenita del midollo spinale, i nervi e le strutture adiacenti di rivestimento (vertebre, muscoli, cute): sono possibili diversi livelli di gravità e di disabilità funzionale. Tuttavia, nei casi tipici, la patologia è caratterizzata, da una lesione a livello del midollo con conseguente paralisi degli arti inferiori, idrocefalo, incontinenza intestinale ed urinaria, riduzione della sensibilità.
La patologia insorge nel primo mese di gravidanza ed è riconoscibile alla nascita – anche se spesso è possibile fare diagnosi prenatale – se la forma è manifesta e aperta, mentre può essere più difficile la diagnosi per le forme occulte e coperte.
Spesso è associata ad altre malformazioni quali l’idrocefalo (caratterizzato da un accumulo di liquido cefalorachidiano – liquor – nei ventricoli cerebrali, può essere congenito malformativo ma anche acquisito su base tumorale, infettiva o emorragica) e la malformazioni di Chiari. La malformazione di Chiari è una patologia della fossa cranica posteriore, in cui cervelletto e tronco sono normalmente contenuti. Essa è caratterizzata da un “ingombro” delle strutture nervose a livello del passaggio cranio-spinale e da una dimensione ridotta del contenitore osseo – fossa cranica posteriore. Il cervelletto e tronco sono pertanto dislocati attraverso una piccola apertura, chiamata forame magno, nel canale spinale. La malformazione di Chiari può essere associata a molte altre patologie, inclusi il mielomeningocele (grave malformazione congenita del midollo spinale e della colonna vertebrale, si accompagna con grande frequenza a idrocefalo, e determina fin dalla nascita un grave stato di invalidità, con paralisi più o meno complete degli arti inferiori e svariati disturbi di diverso genere, interessanti sopratutto la sfera urologica; i deficit funzionali provocati dal mielomeningocele sono definitivi e irreparabili), la siringomielia (affezione cronica del midollo spinale caratterizzata dall’infiltrazione del fluido cerebro-spinale al suo interno con la formazione di una cavità cistica siringa), che può provocare compressioni e/o lesioni alle fibre nervose del midollo stesso, la spina bifida e l’idrocefalo.

In Italia l’incidenza della spina bifida è di 4-6 casi ogni 10.000 nati (circa 360 nuovi casi all’anno), in Gran Bretagna è di 8 su 1000, 1 su 1000 in Giappone.

Anencefalia

L’anencefalia è una gravissima anomalia malformativa, incompatibile con la vita, dovuta al mancato sviluppo dell’encefalo e delle ossa del cranio. È la più comune delle malformazioni che non consentono vita autonoma post-natale.

Si possono prevenire queste patologie?

Le cause di queste patologie non sono ancora certe, ma è stato dimostrato che la corretta assunzione di Folati/Acido Folico (o vitamina B9) da parte della futura mamma previene il 75 – 90 % dei casi di spina bifida. Poiché Il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal concepimento (tra il 17esimo e il 29esimo giorno tipicamente), quando la donna spesso non sa ancora di essere incinta, tutte le donne che programmano una gravidanza o che semplicemente sono in fase riproduttiva e non applicano misure anticoncezionali dovrebbero assumere folati giornalmente, sia tramite la dieta che con integratori.

Anemia perniciosa

L’anemia perniciosa o anemia megaloblastica, è una forma di anemia che deriva da una carenza di vitamina B12, acido folico e Ferro. E’ una forma grave di anemia caratterizzata da una graduale riduzione delle cellule del sangue perché il midollo osseo non riesce più a produrre globuli rossi maturi. L’anemia perniciosa può derivare da un’incapacità ereditaria dello stomaco di secernere una sostanza chiamata “fattore intrinseco”, necessaria per l’assorbimento intestinale della vitamina B12, che si manifesta anche nel morbo di Crohn o nell’incapacità delle persone colpite dal morbo celiaco di assorbire le sostanze nutritive a causa di un’allergia al glutine.

L’anemia perniciosa colpisce individui di sesso maschile e femminile. È raro riscontrarla in persone sotto i trent’anni ma la predisposizione aumenta con l’età. I vegetariani sono particolarmente predisposti a questo tipo di anemia perché la vitamina B12 si trova soprattutto nelle proteine animali. Inoltre, gli alti livelli di folati presenti nell’alimentazione vegetariana possono nascondere una carenza di vitamina B12.

Si può prevenire questa patologia?

L’integrazione di ferro, folati e di vitamina B12 può essere utile per il controllo dell’anemia.

Preeclamsia o gestosi

Si definisce gestosi una sindrome clinica che compare nella seconda metà della gravidanza, caratterizzata da aumento della pressione arteriosa (ipertensione), perdita di proteine con le urine (proteinuria) e gonfiori agli arti inferiori (edemi) della mamma.

Si può prevenire questa patologia?

Secondo numerosi studi questa patologia è legata ad elevati livelli di omocisteina che possono essere ridotti (se la causa dell’iperomocisteinemia è dovuta da uno squilibrio alimentare) mediante l’integrazione di folati e delle altre vitamine del gruppo B durante il secondo trimestre di gestazione; ciò può contribuire significativamente a prevenire questo disturbo, diffuso tra il 5-8 % delle donne in gravidanza.

Ritardo della crescita intrauterina

Classicamente si parla di ritardo di crescita quando il peso fetale è pari o inferiore al 10° percentile per l’epoca gestazionale. In questa definizione sono compresi anche i feti costituzionalmente piccoli, per esempio nati da genitori di bassa statura. Con il termine ritardo di crescita intrauterino si intende più precisamente una crescita fetale rallentata rispetto ai controlli precedenti. Le cause di ritardo di crescita sono molteplici (sia materne che fetali) ed in circa la metà dei casi non è presente un motivo ben identificabile. Il fattore di rischio più frequente è proprio aver partorito un figlio affetto da ritardo di crescita.

Parto prematuro

Circa il 10-15% delle gravidanze termina prima della 36° settimana anziché alla 40°. Le cause di ciò possono essere imputate sia a patologie derivanti dalla mamma, come ad esempio il diabete, la gestosi, le infezioni vaginali, i fibromi o a causa di una incontinenza cervicale, sia da cause derivanti dal feto, come rottura prematura delle membrane, gemellarità o placenta previa. Su alcune di queste patologie il medico può agire tempestivamente e cercare di allungare il più possibile il periodo di gestazione.

L’iperomocisteinemia

Alcuni studi sia in vivo che in vitro hanno dimostrato che non solo la carenza di folati ma anche quella di altre vitamine (vitamine B12, B6, B2) e nutrienti quali zinco e betaina possono portare a iperomocisteinemia (eccessiva concentrazione di omocisteina nel sangue che influenza negativamente le funzioni del sistema nervoso, cardiovascolare ed osseo) la quale in gravidanza sembra essere associata a:

  • difetti del tubo neurale (NTDs) e difetti congeniti al cuore (CHDs) legati specificamente alla carenza di vitamina B12,
  • lesioni placentari che possono portare al distacco placentare e all’aborto,
  • preeclampsia
  • morte intrauterina e aborto spontaneo ricorrente – Gli aborti precoci potrebbero essere causati da un danno a livello dei vasi corionici e deciduali che portano ad un difetto di impianto dell’embrione,
  • trombosi venosa cerebrale.

Livelli elevati di omocisteina possono essere dovuti anche alla mutazione del gene responsabile della produzione dell’enzima metilenetetraidrofolato-reduttasi (MTHFR). È inoltre stato identificato un polimorfismo genetico, abbastanza frequente nella popolazione generale, come responsabile dell’aumento dei livelli di omocisteina e caratterizzato dalle mutazioni C677T e 1298A/C; di queste, la prima sembrerebbe essere la più importante sotto il profilo del rischio trombotico, comportando una riduzione dell’attività enzimatica della MTHFR pari al 50%.

Per ulteriori informazioni su questa patologia si rimanda alla pagina dedicata.

Si può prevenire questa patologia?

Quando le cause dell’iperomocisteinemia sono dovute a uno scorretto stile di vita (alimentazione non equilibrata, eccesso di fumo e caffè) e non di natura genetica o legata all’assunzione di alcuni farmaci, essa può essere controllata e ridotta sia mediante una corretta alimentazione che con l’integrazione specifica di vitamine del gruppo B, zinco e betaina.

Quali sono le donne a rischio?

  • le donne in terapia con estroprogestinici: in queste donne è frequente riscontrare una diminuzione di livelli sierici di B12 e folati,
  • quelle che seguono una dieta vegana e vegetariana stretta (soprattutto carenza di B12 e Zinco che devono essere assolutamente integrati),
  • quelle con gravidanze ravvicinate,
  • quelle con gravidanze multiple,
  • le adolescenti.

Altre possono essere le patologie riscontrabili nella mamma in gravidanza e nel nascituro e non tutte, come quelle a base genetica, sono curabili. Da quanto descritto sopra però si evince che è possibile ridurre il rischio di incorrere in alcune di queste patologie grazie a un corretta alimentazione e all’integrazione di alcuni micronutrienti come quelli presenti in NORMOCIS400 integratore sviluppato da Inpha2000 sulla base di evidenze scientifiche a supporto della necessità di queste integrazioni.

Una corretta alimentazione prima del concepimento e durante la gravidanza influenza la fertilità e i primi stadi della gravidanza così come successivamente è importantissima ai fini del prosieguo della gravidanza; essa rappresenta uno strumento essenziale per soddisfare le mutate richieste energetiche materne e fornire al feto tutti i nutrienti di cui ha bisogno per lo sviluppo che lo porterà a diventare il bimbo sano che nascerà. Pertanto, in generale una dieta equilibrata fornisce tutti i nutrienti in quantità adeguata. Tuttavia, per alcuni micronutrienti come i folati la supplementazione in gravidanza è fondamentale e in generale, nel caso le proprie abitudini di vita non rispettino le “regole” di una sana, regolare ed equilibrata alimentazione, la supplementazione di minerali e vitamine risulta essere fondamentale.
Per questo Inpha2000 in collaborazione con l’Università di Milano ha preparato l’opuscolo l’Alimentazione in gravidanza ricco di informazioni e consigli utili per tutte le future mamme.

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