Patologie

Artrite reumatoide

scheletro artrosicoChe cosa è?

L’artrite reumatoide è una malattia cronica dovuta ad un’infiammazione articolare che provoca dolore, tumefazione e rigidità articolare con limitazione del movimento e della funzione delle articolazioni interessate. L’articolazione è la parte dell’organismo più coinvolta ma l’infiammazione può svilupparsi anche in organi interni (come polmoni, reni, cuore, vasi sanguigni, sistema nervoso, occhi).
Le articolazioni più frequentemente coinvolte sono quelle delle mani, dei polsi, dei piedi, delle ginocchia e delle caviglie; più raramente le spalle, i gomiti e il rachide. Altri sintomi indicativi della malattia sono: stanchezza, malessere generale, perdita di peso, indolenzimento muscolare, febbre, secchezza degli occhi e della bocca, anemia, infiammazione dei tendini, presenza di piccole nodosità dolenti note come “noduli reumatoidi” che compaiono comunemente sotto la cute dei gomiti e degli avambracci. Inoltre, la mattina al risveglio si riscontra rigidità nel movimento dell’articolazione coinvolta che può durare da una a più ore estendendosi, nei casi più severi, all’intera giornata. La durata della rigidità è molto importante da considerare perché differenzia l’artrite reumatoide dall’osteoartrosi in cui la rigidità mattutina è di circa 10-20 minuti.

L’artrite reumatoide è la forma più comune di artrite infiammatoria che in Italia ha una prevalenza dello 0,7-1% e si stima dunque che coinvolga più di 400 mila pazienti. Si segnalano 12-24 mila nuovi casi ogni anno. È più frequente nei soggetti di sesso femminile (75%) tra i 30 e i 50 anni, ma può comunque interessare qualsiasi fascia di età.

Come si cura?

Non esiste una cura definitiva, pertanto l’obiettivo dei trattamenti è quello di ridurre i sintomi del paziente e migliorare la disabilità attraverso una terapia medica appropriata e iniziata il più rapidamente possibile, prima che le articolazioni interessate dall’infiammazione vengano danneggiate in modo permanente. Per ridurre rapidamente l’infiammazione articolare e l’intensità dei sintomi la terapia di prima linea si avvale dei farmaci antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS), come ibuprofene, naprossene, diclofenac, ketoprofene e i più recenti COX2-inibitori celecoxib, etoricoxib). Inoltre, i corticosteroidi come il prednisone possono essere somministrati per bocca o per via intrarticolare. Tuttavia, i pazienti con tumefazione articolare persistente non rispondono alla sola terapia con FANS e corticosteroidi, per cui solitamente iniziano il trattamento con i farmaci anti-reumatici (metotrexate, leflunomide, antimalaricI, ciclosporina, la sulfasalazina, i sali d’oro) che migliorano notevolmente i sintomi, la funzionalità articolare e la qualità di vita della maggior parte dei pazienti con artrite reumatoide.Un’altra tipologia di cura prevede l’utilizzo di farmaci biologici o modificatori della risposta biologica (MRB): molecole ottenute tramite l’ingegneria genetica e in grado di legare e neutralizzare l’azione di alcune proteine che favoriscono l’infiammazione, agendo in modo mirato. Producono un soddisfacente controllo della malattia e dell’evoluzione del danno erosivo articolare in tempi molto brevi e in un numero elevato di pazienti in cui la terapia con gli antireumatici tradizionali non ha dato il risultato sperato. Ad oggi in Italia sono indicati nel caso di mancata o incompleta risposta alla terapia antireumatica tradizionale.
La terapia per lunghi periodi può prevedere anche antinfiammatori naturali dato che l’utilizzo a lungo termine dei farmaci antinfiammatori può provocare numerosi effetti collaterali soprattutto a livello gastrico.

APPROFONDIMENTO

Cosa provoca l’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune progressiva. In altre parole è lo stesso sistema immunitario, che normalmente difende l’organismo dalle aggressioni esterne (virus, batteri, ecc.), ad attaccare il tessuto sano, confondendolo per un aggressore esterno e causando il danno articolare e l’infiammazione. Si determina così la deformazione dell’articolazione, che ne danneggia la funzionalità, provocando dolore, rigidità e gonfiore, fino all’invalidità. Sebbene la causa della malattia sia ancora ignota, i dati delle più recenti ricerche in campo scientifico evidenziano alcuni fattori che sono importanti nell’attivazione e nel mantenimento dell’infiammazione. L’organo bersaglio principale dell’infiammazione è la membrana sinoviale, costituita da cellule che rivestono l’articolazione: tale membrana produce il liquido sinoviale.
Il liquido sinoviale è un liquido extracellulare costituito in massima parte di acqua, contenuto in piccola quantità nelle cavità articolari. Nel liquido sinoviale sono presenti: elettroliti (Na+, K+, Ca2+, Cl–, PO34– etc.) in concentrazione simile a quella plasmatica, glucosio, proteine, proteoglicani e acido ialuronico. La sua funzione è quella di agire da lubrificante delle articolazioni e delle cartilagini articolari, sulle quali ha anche azione trofica. Le variazioni di volume e composizione del liquido sinoviale sono strettamente connesse alle varie patologie articolari. Nelle infiammazioni, specie nell’artrite reumatoide, si ha una a modificazione delle sue proprietà chimico-fisiche. Inoltre le sostanze ad azione pro-infiammatoria rilasciate dalle cellule immunitarie determinano il gonfiore e il successivo danno della cartilagine e dell’osso presenti all’interno dell’articolazione.

Come si manifesta?

In molti casi i sintomi compaiono gradualmente (nel corso di settimane o mesi); di solito il paziente avverte al mattino una rigidità nei movimenti delle mani, o comunque delle articolazioni interessate, che migliora nel corso della giornata. Questo disturbo inizialmente può essere periodico per poi diventare persistente e associarsi a dolore e gonfiore delle articolazioni. La maggior parte dei pazienti con artrite reumatoide presenta dei periodi acuti alternati a periodi di relativo benessere; la disabilità che ne deriva è secondaria al danno articolare che si sviluppa nel tempo e che è secondario all’infiammazione.

Come viene fatta la diagnosi?

L’artrite reumatoide può essere difficile da diagnosticare poiché può iniziare gradualmente con scarsi sintomi e diverse malattie, specialmente all’esordio, possono avere un comportamento simile. Per questo motivo i pazienti con sospetto di artrite reumatoide dovrebbero essere valutati da un reumatologo per la conferma diagnostica e per la somministrazione di una corretta terapia. La diagnosi di artrite reumatoide si pone in base ai sintomi riferiti dal paziente e ai segni osservati durante la visita medica, come ad esempio il calore, la tumefazione e la dolorabilità articolare. Gli esami di laboratorio a volte possono essere di aiuto per la conferma diagnostica (presenza di anemia, positività del fattore reumatoide – un anticorpo riscontrato nell’80% dei pazienti con artrite reumatoide, o degli anticorpi anti-citrullina – anti-CCP che hanno una specificità del 98% per l’artrite reumatoide; aumento della velocità di eritrosedimentazione – VES, e/o della proteina C reattiva). La radiografia può essere molto utile nella diagnosi ma non evidenzia alcuna anomalia nelle prime fasi della malattia (3-6 mesi). Sempre più rilevante appare, invece, l’uso dell’ecografia articolare, molto più sensibile rispetto alla radiografia tradizionale (soprattutto nella fase iniziale) e più economica rispetto alla risonanza magnetica, nel documentare l’ipertrofia della membrana sinoviale e l’intensità dell’infiammazione articolare e peri-articolare. È importante ricordare che per la maggior parte dei pazienti (specialmente coloro che presentano i sintomi da meno di 6 mesi) non esiste un test specifico che confermi la diagnosi di artrite reumatoide ma la diagnosi si pone attraverso una valutazione specialistica dei sintomi e soprattutto dei segni clinici.

BIBLIOGRAFIA
Parte delle informazioni sono state tratte da http://www.ior.it/curarsi-al-rizzoli/artrite-reumatoide Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Unità operativa di reumatologia dell’ospedale di magenta e ambulatori di abbiategrasso e cuggiono: la reumatologia in piazza: integrazione tra ospedale e territorio per la diagnosi precoce e la cura delle malattie reumatiche; Società Italiana di Reumatologia. Classificazione delle malattie reumatiche SIR. Reumatismo 1999;51:4-12; L’artrite reumatoide Segni, sintomi e terapia dell’artrite reumatoide A cura del prof. Flavio Fantini Professore Ordinario di Reumatologia dell’Università di Milano Direttore del Dip.to di Reumatologia Ospedale Gaetano Pini di Milano.

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