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Prostatite

Prostatite

La prostata infiammata

La prostatite si manifesta principalmente negli uomini sotto i 50 anni di età.

La prostatite è un’infiammazione della prostata, più precisamente della ghiandola prostatica, spesso con tumefazione e dolore della stessa. Talvolta si associa anche difficoltà minzionale.

Da notare che i sintomi causati dalla prostatite si possono trasmettere anche all’ano, al pavimento perineale, al pene, ai testicoli, all’inguine e all’interno cosce.

Secondo il National Institutes of Health (NIH) ci sono diversi tipi di prostatite:

 

  • prostatite batterica acuta
  • prostatite batterica cronica
  • prostatite abatterica cronica
  • prostatite cronica o sindrome cronica dolorosa del pavimento pelvico
  • prostatite asintomatica.

La prostatite batterica acuta è il meno comune tra i tipi di prostatite ed è anche considerata come la più facile da diagnosticare e curare in modo efficace. La terapia, istaurata in base alle risposte delle colture e dei correlati antibiogrammi, è sempre con la somministrazione di antibiotici mirati.

La prostatite batterica cronica è relativamente rara e accade quando i batteri trovano un posto sulla prostata dove possono sopravvivere. Gli uomini soffrono d’infezioni al tratto urinario, che sembrano andare via ma poi tornano con gli stessi batteri. Il trattamento richiede solitamente l'uso di farmaci antimicrobici per un periodo di tempo prolungato. Tuttavia gli antimicrobici non sempre riescono ad eradicare questo tipo di prostatite data la difficoltà per l’antibiotico di perfondere la prostata in quantità battericida.

La prostatite abatterica cronica è la forma più comune, ma più difficile da curare, di prostatite. Può comparire ad ogni età, ma di solito dopo i 25 anni. La comparsa dei sintomi non appare legata a nulla di specificamente rilevabile e questi possono nel tempo attenuarsi sino a scomparire per poi ripresentarsi senza preavviso. La caratteristica specifica è che nelle urine, nello sperma e nel tampone uretrale, non si isolano batteri patogeni. Talvolta si rilevano cellule infiammatorie ma talvolta no. Il trattamento avviene solitamente con farmaci anti-infiammatori che però, come noto, causano effetti collaterali da non sottovalutare soprattutto in terapie a lungo termine. Pertanto è consigliato l’utilizzo di terapie antinfiammatorie con sostanze naturali.

La prostatite cronica o sindrome cronica dolorosa del pavimento pelvico: la surricordata situazione di prostatite cronica abatterica, non è distinguibile dalla sindrome dolorosa cronica del pavimento pelvico. Negli USA l’acronimo CPPS, indica quella vastissima gamma di sintomi dolorosi associati o meno a problematiche minzionali o sessuali. I clinici che si occupano di “prostatite”, catalogano ormai in questa sindrome il 70-80% dei pazienti cosiddetti prostatitici. La malattia, che può insorgere per le più svariate cause, è spesso la sequela di una vera pregressa prostatite. Ma può essere conseguente anche a malattie proctologiche (fistole, ragadi, emorroidi), come può esserne essa stessa la causa. Può seguire un lungo periodo di stress o di affaticamento psico-fisico. Si basa sul permanere di uno spasmo prolungato della muscolatura del pavimento perineale (muscoli elevatori dell’ano), con drammatica infiammazione, di solito conseguente, dei nervi pudendi. Anche in questa sindrome ovviamente, non sarà possibile rilevare la presenza di batteri patogeni, o se rilevabili, saranno sempre e solo enterobatteri (E.Coli, Proteus, Klebsiella, Enterococco, ecc.), di provenienza dall’ampolla rettale dello stesso soggetto affetto dalla sindrome.

La prostatite asintomatica non viene diagnosticata subito poiché il paziente non si lamenta di dolore o di fastidio, ma presenta però segni di infiammazione o infezione nello sperma o nel secreto prostatico. Questa forma di prostatite di solito viene diagnosticata durante la ricerca delle cause dell’infertilità o in seguito alla presenza di un PSA elevato.

 

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