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Tumore alla prostata

Tumore alla prostata

Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può trasformarsi e diventare cancerosa (tumore alla prostata), ma quasi tutti i tumori prostatici diagnosticati originano dalle cellule della ghiandola e sono di conseguenza chiamati adenocarcinomi (come tutti i tumori che hanno origine dalle cellule di una ghiandola).
Oltre all'adenocarcinoma, nella prostata si possono trovare in rari casi anche sarcomi, carcinomi a piccole cellule e carcinomi a cellule di transizione.
Il tumore della prostata viene classificato in base al grado, che indica l'aggressività della malattia, e allo stadio, che indica invece lo stato della malattia.
A seconda della fase in cui è la malattia si procede anche a effettuare esami di stadiazione come TC (tomografia computerizzata) o risonanza magnetica.
Per verificare la presenza di eventuali metastasi allo scheletro si utilizza spesso la scintigrafia ossea.

Il patologo che analizza il tessuto prelevato con la biopsia assegna al tumore il cosiddetto grado di Gleason, cioè un numero compreso tra 1 e 5 che indica quanto l'aspetto delle ghiandole tumorali sia simile o diverso da quello delle ghiandole normali: più simili sono, più basso sarà il grado di Gleason. I tumori con grado di Gleason minore o uguale a 6 sono considerati di basso grado, quelli con 7 di grado intermedio, mentre quelli tra 8 e 10 di alto grado. Questi ultimi hanno un maggior rischio di progredire e diffondersi in altri organi.
Per definire invece lo stadio al tumore si utilizza in genere il sistema TNM (T =tumore), dove N indica lo stato dei linfonodi (N: 0 se non intaccati, 1 se intaccati) e M la presenza di metastasi (M: 0 se assenti, 1 se presenti). Per una catterizzazione completa dello stadio della malattia a questi tre parametri si associano anche il grado di Gleason e illivello di PSA.

La correlazione di questi parametri (T, Gleason, PSA) consente di attribuire alla malattia tre diverse classi di rischio: basso, intermedio e alto rischio. In genere nel caso di un basso rischio (cioè di una malattia che difficilmente si diffonderà e darà luogo a metastasi) si può anche decidere di non procedere alla rimozione chirurgica della ghiandola ma di limitarsi a monitorare l'evoluzione del disturbo.

Con quali sintomi si manifesta il tumore alla prostata?

Nelle sue fasi iniziali, il tumore della prostata è asintomatico e viene diagnosticato in seguito alla visita urologica, che comporta esplorazione rettale, o controllo del PSA, con un prelievo del sangue.

Quando la massa tumorale cresce, dà origine a sintomi urinari: difficoltà a urinare (in particolare a iniziare) o bisogno di urinare spesso, dolore quando si urina, sangue nelle urine o nello sperma, sensazione di non riuscire a urinare in modo completo.

Spesso i sintomi urinari sopradescritti possono essere legati a problemi prostatici di tipo benigno come l'iperplasia.

Il tumore alla prostata più avanzato, oltre ai disturbi urinari sopracitati, a volte causa anche sintomi, come:

  • difficoltà ad avere un'erezione (disfunzione erettile - ED)
  • dolore ai fianchi, alla schiena, alle cosce o in altre aree in cui il tumore si è diffuso alle ossa
  • debolezza o intorpidimento nelle gambe o nei piedi o addirittura perdita del controllo della vescica o dell'intestino, a causa della pressione del tumore sul midollo spinale.

È importante informare il proprio medico se si riscontra uno qualunque dei sintomi descritti.

Diagnosi

PSA, sintomi urinari, esplorazione rettale, biopsia della prostata su guida ecografica.

Come prevenire il tumore alla prostata?

Non c’è un modo sicuro di prevenire il tumore alla prostata. Molti fattori di rischio come l’età, la razza, la storia familiare non possono essere controllati. Ma ci sono alcune interventi che possono essere fatti che potrebbero abbassare il rischio di un tumore alla prostata.

Peso, attività fisica e alimentazione

Gli effetti del peso corporeo, dell’attività fisica e dell’alimentazione sul rischio di cancro alla prostata non sono chiari ma ecco alcuni consigli da mettere in pratica che potrebbero diminuirne il rischio:

  • mangiare dalle 3 alle 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
  • restare in forma e fisicamente attivi
  • tenere sotto controllo il peso corporeo

Vitamine, minerali a altri integratori

Alcuni studi suggeriscono che assumere attraverso gli integratori certe vitamine o minerali, come la vitamina E o il selenio o altre sostanze antiossidanti, possa abbassare il rischio di tumore alla prostata.
Altri studi non hanno evidenziato questa associazione. Altri studi ancora stanno ricercando gli effetti delle proteine della soia (isoflavoni) sul rischio di cancro alla prostata, ma ancora i risultati non sono disponibili.

Farmaci

Alcuni farmaci possono aiutare a ridurre il rischio di tumore alla prostata.

  • Inibitori della 5-alfa reduttasi: sono attualmente utilizzati per trattare l'iperplasia prostatica benigna (IPB), una crescita non cancerosa della prostata.
  • Aspirina: Alcune ricerche suggeriscono che gli uomini che assumono aspirina quotidianamente potrebbero avere un rischio minore di tumore alla prostata. Ma sono necessarie ancora ricerche per dimostrare se i possibili benefici superano i rischi.
  • Altri farmaci e integratori alimentari, potrebbero aiutare a ridurre il rischio di cancro alla prostata. Gli studi clinici in proposito sono ancora in fase sperimentale.

Terapia e trattamenti per il tumore alla prostata

In caso di tumori piccoli e a basso rischio non sono previsti interventi ma controlli frequenti (PSA, esame rettale, biopsia), per gli altri si effettua un intervento chirurgico radicale di asportazione e in caso la radioterapia.

In particolare, a seconda del caso, della gravità e dello stato di avanzamento del tumore, le opzioni di trattamento, possono includere:

Sorveglianza attiva: consiste nel monitoraggio del tumore della prostata a rischio di progressione basso e molto basso in casi in cui il cancro della prostata cresce molto lentamente (es: specialmente negli uomini più anziani o che presentano altri gravi problemi di salute).

Chirurgia: la chirurgia è una scelta comune per tentare di curare il tumore della prostata, se questo non si è diffuso al di fuori della ghiandola prostatica. Il principale tipo di intervento chirurgico è una prostatectomia radicale, in cui il chirurgo rimuove l'intera ghiandola prostatica più alcuni dei tessuti attorno ad essa, incluse le vescicole seminali. Una prostatectomia radicale può essere fatta in modi diversi.

Radioterapia: questa terapia utilizza radiazioni ad alta energia o particelle per uccidere le cellule tumorali e in genere si utilizza come primo trattamento del tumore a basso grado e localizzato nella ghiandola prostatica o se il cancro rimosso chirurgicamente si ripresenta o anche per alleviare i sintomi del tumore alla prostata avanzato.

Crioterapia: si tratta dell’uso di temperature molto fredde per congelare e uccidere le cellule tumorali della prostata. La crioterapia è talvolta utilizzata per trattare il cancro alla prostata precoce.

Terapia ormonale: la terapia ormonale è anche chiamata terapia di deprivazione androgenica (ADT) o terapia di soppressione androgena. L'obiettivo è quello di ridurre i livelli di ormoni maschili, chiamati androgeni, nel corpo, o di impedire loro di influenzare le cellule tumorali della prostata.

Chemioterapia: la chemioterapia (chemio) usa farmaci anti-cancro somministrati in forma endovenosa o per via orale. Questi farmaci entrano nel flusso sanguigno e si diffondono in tutto il corpo, rendendo il trattamento potenzialmente utile per i tumori che si sono diffusi (metastatizzati) agli organi distanti. Per il tumore alla prostata la chemio in genere si usa quando la terapia ormonale non funziona e il tumore è in metastasi. Recenti ricerche hanno anche dimostrato che la chemio potrebbe essere utile se somministrata insieme alla terapia ormonale.

Vaccino: Sipuleucel-T è un vaccino contro il cancro che - a differenza dei vaccini tradizionali che rafforzano il sistema immunitario del corpo nella prevenzione delle infezioni - rafforza il sistema immunitario per aiutare ad attaccare le cellule tumorali della prostata. Questo vaccino è usato per trattare il tumore della prostata avanzato che non risponde più alla terapia ormonale. Sipuleucel-T è su misura per ogni paziente, in quanto creato dalle cellule immunitarie del suo corpo.

Trattamenti diretti sulle ossa: se il cancro della prostata si diffonde in altre parti del corpo, quasi sempre inizia dalle ossa. La metastasi ossea può essere dolorosa e può causare altri problemi, come fratture (rotture) o livelli elevati di calcio nel sangue, che possono essere pericolosi. Ecco perché il trattamento deve porsi come obiettivo di impedire o rallentare la diffusione del cancro nelle ossa e controllare o alleviare il dolore e altre complicazioni. Esempi di trattamenti specifici e indirizzati nel contrastare la metastasi dell’osso sono i bifosfonati, i corticosteroidi, il denosumab, ecc.

 

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